Libertà

Questo blog vuole essere un'antologia sulla libertà. E' dedicato a tutti coloro che credono che la Libertà sia assolutamente necessaria allo sviluppo della nostra civiltà, tormentata ancora da ogni genere di sopruso, guerre, torture e ingiustizie sociali

giovedì 9 aprile 2009

Diritti delle minoranze Rom

Hillary Clinton difende i diritti delle minoranze rom in Europa

Washington, 9 apr. (Apcom) - Parole di impegno e un appello alla tolleranza sono stati pronunciati da Hillary Clinton in difesa dei diritti delle popolazioni rom in Europa.
Con un messaggio video disponibile sul web il segretario di stato americano ricorda le violenze e le persecuzioni sofferte da queste minoranze: "Molti rom continuano a vivere ai margini della società - spiega Clinton in occasione della Giornata mondiale dei Rom (8-9 aprile) - e molti continuano ad essere vittime di violenze, discriminazioni e altre violazioni dei diritti dell'uomo".
"Troppo spesso non dispongono di documenti di identità che ne indichino la cittadinanza, ciò che impedisce loro di votare, di beneficiare dei servizi sociali, dell'istruzione e di offerte di lavoro che permetterebbero una partecipazione più attiva alla vita del paese in cui abitano", sostiene Clinton nel video disponibile sul sito internet "Dipnote" del Dipartimento di stato.
I governi europei hanno una "responsabilità specifica" di fronte a questa situazione, insiste Clinton nel messaggio: "Ho potuto vedere direttamente la miseria dei Rom, in particolare delle donne e dei bambini, quando ho visitato le comunità rom in Europa centrale e orientale", quando era la First-lady.
Fino a fine giugno, la Serbia presiede il Decennio per l'Integrazione dei Rom (2005-2015), un'iniziativa che raggruppa diversi paesi d'Europa per favorire l'integrazione delle popolazioni rom.
L'8 aprile si celebra in tutto il mondo il Romano Dives, la giornata internazionale della nazione Rom, in ricordo dell'8 aprile 1971 quando a Londra si riunì il primo Congresso internazionale del popolo Rom e si costituì la Romani Union, la prima associazione mondiale dei Rom riconosciuta dall'ONU nel 1979.

martedì 6 gennaio 2009

Bombe su scuole Onu

Gaza.Bombe su scuole Onu, civili disperati: "ci uccidono ovunque"
Cinque palestinesi morti. Unrwa: c'erano le nostre bandiere

Gaza, 6 gen. (Apcom) - La bandiera dell'Onu non sventola più sulla scuola di Asma, al campo profughi palestinese di Shati, nella città di Gaza. L'istituto, che era gestito dall'Unrwa, è stato bombardato stamane dall'aviazione israeliana. Come un altro a Khan Younis. Mahmoud Khalil è rimasto deluso. E terrorizzato.

Cercava un posto sicuro per i suoi cinque figli e alla fine aveva deciso: la scuola gestita dall'Onu, quello era uno dei pochi luoghi che Tsahal avrebbe lasciato intatti nella Striscia di Gaza. Si sbagliava, Khalil. Le bombe israeliane non hanno fatto alcuna distinzione, cinque palestinesi sono morti. "Ci uccidono ovunque. Se possono bombardare le moschee, se possono uccidere i bambini più piccoli, se possono far saltare in aria il nostro parlamento, perché dovrebbero avere cura delle scuole? Non si preoccupano di quello che pensa l'Onu, non si preoccupano di quello che pensa il mondo intero", si è sfogato Khalil.

Tre palestinesi hanno perso la vita nel raid aereo di Tsahal contro la scuola Asma, nel campo profughi di Shati. Un bilancio che sarebbe potuto essere molto più grave. Secondo il portavoce dell'Onu, Adnane Abu Hasna, 450 persone si erano rifugiate nella scuola per sfuggire ai bombardamenti che avevano colpito altri quartieri della città. E a Khan Younis, nel sud della Striscia, un obice ha colpito l'entrata di una seconda scuola uccidendo due persone la cui identità non è stata ancora stabilita, hanno riferito fonti mediche.

Eppure le scuole "erano chiaramente identificate come edifici dell'Onu", ha chiarito il portavoce delle Nazioni Unite, Christopher Gunnes. "L'Unrwa protesta vigorosamente per queste vittime presso le autorità israeliane e chiede l'apertura di un'inchiesta immediata e imparziale".

I bambini di Khalil sono ancora in salvo. "Ma dopo ciò che hanno visto sono terrorizzati", ha spiegato il 38enne meccanico palestinese. "Ci sono state esplosioni vicino alla nostra casa. Ogni cosa è in rovina. Israele ha avvertito di fuggire, di trovare riparo, perché bombarderà le nostre case". Già, fuggire. Ma dove? In altre occasioni, ricorda il Guardian, ci si indirizzava verso il confine, sperando di arrivare sani e salvi. Adesso non si può. Gli abitanti della città di Gaza sono isolati, "la loro casa è diventata la loro prigione, non c'è alcuna via di uscita".

I bambini di Khalil continueranno a nascondersi nelle scuole dell'Onu. Almeno 17 istituti scolastici della regione sono stati trasformati in un riparo di fortuna per oltre 5.000 palestinesi. Ma non c'è alcuna garanzia: nove di queste si trovano al campo profughi di Jabaliya, dove i combattimenti sono particolarmente furiosi. E poi a Rafah, dove l'aviazione israeliana continua a bombardare i tunnel per il contrabbando di armi con l'Egitto. "Metteremo una grande bandiera dell'Onu. Speriamo che Israele la rispetti. Stiamo cercando di contattare le autorità dello stato ebraico per farglielo sapere".
http://notizie.alice.it/notizie/top_news/2009/01_gennaio/06/gaza_bombe_su_scuole_onu_civili_disperati_ci_uccidono_ovunque,17457752.html




lunedì 5 gennaio 2009

Crisi umanitaria a Gaza

Cresce la preoccupazione per la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, isolata da giorni, senza acqua, elettricità e generi alimentari. Medici senza Frontiere spiega ha lanciato un appello urgente per medici specializzati in chirurgia vascolare. Save the children denuncia che le violenze hanno finora causato la morte di almeno 87 bambini e che le famiglie devono fare i conti con la mancanza di cibo, acqua potabile, elettricità e riscaldamento, con rischi di ipotermia soprattutto per i neonati. L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Antonio Guterres ha lanciato un appello per ricordare il diritto universale di chi fugge dalla guerra e cerca rifugio in altri Stati, e ha richiamato i Paesi confinanti al dovere di garantire l'ingresso sul proprio territorio in sicurezza ai civili in fuga. Il mondo arabo si mobilita: l'Iran ha chiesto all'Egitto di aprire un ospedale da campo sul suo territorio vicino alla Striscia di Gaza. La regina Rania di Giordania ha sollecitato i governi a rispondere all'appello dell'agenzia Onu per l'aiuto ai rifugiati palestinesi (Unrwa), che ha chiesto 34 milioni di dollari per rispondere ai bisogni immediati della popolazione di Gaza.

lunedì 29 dicembre 2008

Il massacro di gaza

Gaza, continua l'offensiva di IsraeleI medici: 331 morti e 250 feriti graviL'aviazione israeliana ha lanciato decine di raid aerei sulla Striscia durante la notte. Tra le vittime anche sei bambini palestinesi. Ferito il caporale Gilad Shalit, ostaggio dei miliziani di Hamas dal giugno 2006. Una vittima israeliana per un razzo sulla cittadina di Ashkelon. Secondo fonti mediche palestinesi almeno 1400 persone sono state ferite nei raid e di queste circa 800 sono state ricoverate. L'esercito israeliano ha dichiarato "zona militare chiusa" l'area attorno al confine con la Striscia di Gaza.
11:43 Gaza, secondo fonti mediche 331 morti e 250 feriti gravi
Sono 331 i palestinesi rimasti finora uccisi negli attacchi israeliani su Gaza, giunti ormai al terzo giorno. Lo ha dichiarato Mùawia Hassanein, capo dei servizi sanitari della Striscia, aggiungendo che vi sono 250 feriti in condizioni gravi che necessitano cure urgenti in ospedali in Egitto o in Israele. Almeno 1400 persone sono state ferite nei raid e di queste circa 800 sono state ricoverate, anche se ormai mancano i posti letto.
11:38 Gaza, blitz di commando israeliani
Piccole unità di commando israeliane hanno cominciato a operare dentro la striscia di Gaza attuando rapidi raid prima di allontanarsi, secondo il sito internet israeliano di intelligence Debka, che cita fonti militari. I Rambo israeliani sono sbucati in posti di comando di Hamas, colpendo inoltre vie di comunicazione e gruppi di miliziani impegnati a lanciare razzi contro Israele. Il compito di queste unità scelte, afferma Debka, è duplice: marcare obiettivi chiave per successivi attacchi aerei e spianare la strada a una prossima vasta incursione di mezzi blindati.
11:22 Gaza, oltre 20 razzi sparati dalla Striscia
Sono oltre 20 i razzi sparati oggi dalla Striscia di Gaza sul Neghev israeliano. I miliziani palestinesi hanno indirizzato i loro colpi sulle città israeliane di Ashqelon, Sderot e Netivot, che sono state centrate a ripetizione. Nella città di Beer Sheva il municipio ha ordinato l'apertura dei rifugi. Il bilancio è di un israeliano ucciso e di una ventina di feriti. I campi agricoli israeliani vicini alla striscia di Gaza (dove spesso esplodono colpi di mortaio) sono stati proclamati "zona militare chiusa".
11:08 Barak: "Israele impegnata in guerra senza quartiere"
Israele e' in una ''guerra senza quartiere contro Hamas''. E' quanto ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak. ''Non abbiamo nulla contro gli abitanti di Gaza, ma siamo impegnati in una guerra senza quartiere contro Hamas e i suoi mandatari'', ha affermato.
11:06 Bagdad, manifestazione contro attacco israeliano
Circa un migliaio di iracheni sciiti hanno manifestato a Bagdad contro i raid israeliani. I dimostranti, seguaci del leader religioso radicale Moqtada Al Sadr hanno cantato slogan antiamericane e bruciato bandiere israeliane e Usa. Anche il partito del premier iracheno Nouri al-Maliki ha diffuso un documento di condanna dell'attacco israeliano e ha invitato i Paesi islamici a rompere le relazioni con israele.
10:57 Barak a Knesset: "Operazione estesa secondo necessità"
La operazione "Piombo Fuso" in corso sulla Striscia di Gaza "sarà estesa e approfondita, secondo le necessità", ha detto alla Knesset (parlamento) il ministro della difesa israeliano, Ehud Barak. Nel suo intervento Barak ha ribadito che Israele si prefigge di "assestare un duro colpo a Hamas" mentre cerca di non colpire gli abitanti di Gaza, che, ha detto, "non rappresentano un obiettivo di alcun tipo". Per questa ragione, ha detto, Israele ha autorizzato il trasferimento a Gaza di aiuti umanitari.
10:47 Caritas: "Basta bombardamenti, troppe vittime innocenti"
''Bisogna assolutamente che cessino i bombardamenti, perché sono già troppe le vittime innocenti. Noi condanniamo ogni violenza: i razzi lanciati dalla striscia di Gaza, ma anche gli attuali bombardamenti. Così vi saranno solo ulteriori spirali di violenza. Ci addolora che ancora una volta l'unico linguaggio sia quello delle armi''. Questo l'appello alla comunità internazionale del Direttore di Caritas Gerusalemme, Claudette Habbash. Anche padre Firas, parroco di Aboud, vicino a Ramallah, conferma che la tensione è altissima.
10:01 Gaza, Israele decreta zona militare chiusa presso Sderot
L'esercito israeliano ha dichiarato "zona militare chiusa" l'area attorno al confine con la Striscia di Gaza. Lo ha riferito un portavoce di Tsahal, secondo il quale la mossa prevede la chiusura al traffico di tutte le strade della zona (con la sola eccezione dei residenti). In passato, iniziative di questo genere sono state prese in vista dell'avvio di operazioni militari di terra. Nel frattempo nel Neghev occidentale continuano ad esplodere razzi palestinesi.
09:51 Israele apre valico Kerem Shalom per aiuti verso Gaza
Le autorità israeliane hanno disposto l'apertura temporanea del valico di Kerem Shalom per consentire il passaggio di rifornimenti destinati alla popolazione della Striscia di Gaza, colpita dai bombardamenti israeliani. Lo ha riferito un portavoce dell'esercito israeliano, Peter Lerner, secondo il quale il confine è stato riaperto per far transitare un'ottantina di camion che trasportavano cibo e medicinali. I valichi di Karni e Nahal Oz, nel nord del territorio controllato da Hamas, rimarranno, invece, chiusi contrariamente a quanto previsto.
09:36 Ashkelon, missile ha centrato un cantiere della città.
Il missile che ha colpito stammane la città di Ashkelon, ha centrato un cantiere della città. La maggior parte dei feriti, in tutto 14, sono lavoratori provenienti da Manda, un villaggio della Galilea. Cinque di loro sono gravi, quattro hanno ferite modeste; lievi i rimanenti cinque. Sono almeno nove i razzi caduti stamane su Israele: cinque hanno colpito Ashkelon, gli altri quattro diverse città del Negev occidentale. Nessuna vittima o danno è stato registrato nelle altre località. Ieri sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza in tutto una quarantina di razzi su Israele.
09:22 Ancora razzi sulle città israeliane di Ashkelon e di Sderot
Proseguono le esplosioni di razzi nelle città israeliane di Ashkelon e di Sderot. Lo riferisce la radio militare. Nel frattempo si è appreso che l'israeliano rimasto ucciso nel primo attacco palestinese ad Ashqelon è un manovale beduino, originario del Neghev. Due giorni fa un altro israeliano era stato ucciso dalla esplosione di un razzo a Netivot, nel Neghev.
09:15 Agenzia Onu, almeno 51 civili tra le vittime
Sono almeno 51 i civili morti nei due giorni di bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza. E' la stima dell'agenzia delle Nazioni Unite per l'Aiuto ai rifugiati palestinesi (Unrwa), basata sulle visite condotte dal personale Onu negli ospedali e nei centri medici nel territorio palestinese controllato da Hamas. Secondo il portavoce dell'Unrwa, Christopher Gunness, si tratta di un bilancio "certamente" destinato a salire. Secondo fonti palestinesi sono in tutto 310 le vittime dei raid israeliani; 1.400 i feriti.
08:59 Gaza, colpito ufficio del leader di Hamas Haniyeh
L'ufficio del leader di Hamas a Gaza Ismail Haniyeh è stato colpito la scorsa notte dall'aviazione israeliana. Lo riferisce il portavoce militare. Nella nottata l'aviazione e la marina militare hanno colpito anche altri obiettivi di Hamas, ha aggiunto il portavoce, fra cui laboratori utilizzati per la produzione di armi e di esplosivi.In una intervista alla radio militare il viceministro della difesa Matan Vilnay ha escluso che Israele abbia ieri tentato di uccidere Haniyeh. "Se avessimo voluto eliminarlo, lo avremmo fatto" ha osservato.
08:49 Ashkelon, un morto e 15 feriti
Un israeliano ucciso ed almeno quindici feriti: questo il primo bilancio della esplosione di un razzo palestinese di tipo Grad ad Ashkelon sparato da Gaza. Lo ha riferito la radio militare.
08:41 Razzo palestinese colpisce Ashkelon. Ucciso un israeliano
Un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza è esploso nel centro della città israeliana di Ashkelon, dove avrebbe ucciso una persona. Ci sarebbero anche alcuni feriti. Secondo le prime informazioni, almeno un ferito è grave e diverse persone sono in stato di shock. In mattinata altri razzi sono stati sparati da Gaza verso insediamenti agricoli nel Neghev occidentale. Questi attacchi non hanno però provocato vittime.
08:31 Barak: nessun nesso con insediamento Obama ed elezioni in Israele
Il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha negato che la cosiddetta 'Operazione Piombo Fuso', sia stata decisa per risolvere il problema Gaza prima dell'insediamento alla Casa Bianca del nuovo presidente Usa Barak Obama, previsto per il 20 gennaio, e prima delle elezioni israeliane, in programma per febbraio. "Chi fa un simile ragionamento sbaglia", ha detto. In un'altra intervista a Fox News, Barak ieri ha non ha escluso che ai raid aerei di ieri possa seguire un'offensiva di terra, se questa dovesse essere necessaria.
08:29 Nasrallah mobilita Hezbollah nel sud del Libano
I combattenti del movimento sciita libanese Hezbollah sono stati messi in allerta nel sud del Libano. Lo ha detto stasera a Beirut il leader di Hezbollah, il sayyed Hassan Nasrallah, parlando in collegamento video a centinaia di persone riunite nella periferia meridionale della capitale libanese, tradizionale roccaforte del movimento sciita.
08:28 Obama parla con Rice e segue situazione
Il presidente eletto Usa Barack Obama ha parlato al telefono per otto minuti con il segretario di stato Condoleezza Rice della situazione a Gaza e in Asia del sud. Lo ha reso noto un suo consigliere all'agenzia France Presse. Obama, secondo il suo portavoce per le questione di sicurezza nazionale, Brooke Anderson, "sorveglia da vicino gli avvenimenti mondiali, compresa la situazione a Gaza".
08:27 Barak a Bbc: "Non avevamo altra scelta"
Il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha detto che Israele ha fatto il possibile per evitare la nuova offensiva scatenata ieri contro la Striscia di Gaza ma che l'atteggiamento di Hamas non ha lasciato alternative. "Hamas ha violato ripetutamente la tregua, li abbiamo avvertiti più volte attraverso vari canali e alla fine non ci hanno lasciato scelta", ha detto il ministro della difesa in una intervista alla rete televisiva britannica BBC World.
08:25 Abu Mazen: si sarebbe potuto evitare il massacro di Gaza
Se le fazioni palestinesi avessero continuato il dialogo, si sarebbe potuto evitare il massacro di Gaza. Lo ha affermato il presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen), in una conferenza stampa al Cairo con il ministro degli esteri egiziano, Ahmed Abul Gheit.
08:24 Israele richiama i riservisti
Il governo israeliano ha autorizzato oggi il richiamo alle armi di 6.500 riservisti, sia di unità combattenti sia della protezione civile. Lo ha riferito oggi a Gerusalemme una fonte governativa a conclusione della riunione del consiglio dei ministri. In precedenza il ministro della difesa Ehud Barak non aveva escluso la possibilità di un'operazione di terra, oltre a quella dell'aviazione in corso da ieri, contro Hamas.
08:24 Hamas minaccia di uccidere esponenti del governo israeliano
In ritorsione agli attacchi di Israele nella Striscia di Gaza che in due giorni hanno causato quasi 300 morti, Hamas minaccia di uccidere esponenti del governo israeliano. Lo riferisce il quotidiano israeliano Haaretz nel suo sito internet. Fatah Hamad, un alto dirigente del movimento islamico palestinese, ha dichiarato che ad essere presi di mira per primi saranno il ministro degli esteri Tzipi Livni e quello della difesa Ehud Barak.
08:23 Cina: "Scioccata e seriamente preoccupata per operazioni militari"
La Cina "è scioccata e seriamente preoccupata per le operazioni militari in corso a Gaza, che hanno causato un gran numero di morti e feriti - afferma il vicepremier cinese Li Keqiang in un comunicato -, e chiede con forza che le parti in causa cessino immediatamente le loro operazioni militari ed adottino misure realistiche per smorzare le tensioni a Gaza".
08:21 Papa: "Addolorato per morti e feriti"
La "Terrasanta...è nuovamente sconvolta da uno scoppio di inaudita violenza". Lo ha rilevato il Papa dopo l'Angelus, dicendosi "profondamente addolorato per i morti, i feriti, i danni materiali, le sofferenze e le lacrime delle popolazioni vittime di questo tragico susseguirsi di attacchi e rappresaglie. La patria terrena di Gesù - ha aggiunto - non può continuare ad essere testimone di tanto spargimento di sangue".
08:20 Gaza, bombardato ministero dell'Iterno di Hamas
L'aviazione israeliana ha bombardato la sede del ministero dell'Interno di Hamas a Gaza. Lo hanno riferito fonti vicine al movimento palestinese. Se confermato, si tratterebbe del primo attacco diretto contro un edificio del governo dall'inizio dell'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza.
08:18 Onu, Ban Ki-moon in contatto con Olmert e leader arabi
Dopo l'appello alla fine delle violenze nella Striscia di Gaza lanciato dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha avuto contatti telefonici con il premier israeliano Ehud Olmert, con i presidenti palestinese, Abu Mazen, egiziano, Hosni Mubarak, siriano, Bashar al-Assad, e con altri leader arabi. Il numero uno del Palazzo di Vetro si è anche consultato con il 'Quartetto di Madrid', i mediatori mediorientali di Ue, Usa, Onu e Russia.
08:17 Onu, Israele consente il transito di aiuti umanitari
Israele, aggiunge l'agenzia delle nazioni unite Ocha, ha consentito ieri, attraverso il valico di Kerem Shalom, il passaggio di 21 autocarri con aiuti umanitari: sette carichi di farmaci e materiale sanitario e 14 con grano e farina. Ocha tuttavia sottolinea che l'Unrwa, l'agenzia dell'Onu che assiste centinaia di migliaia di profughi palestinesi, continua a non avere scorte di grano nei suoi magazzini di Gaza.
08:15 Onu: 280 morti e 900 feriti
Le Nazioni unite stamane a Gerusalemme hanno diffuso, con un comunicato del portavoce di Ocha (united nations office for the coordination of humanitarian affairs), un primo bilancio ufficiale delle vittime civili palestinesi dei bombardamenti aerei israeliani, aggiornato alle ore 16 di ieri. Ocha riferisce che su 280 morti (in buona parte agenti della polizia civile), 20 sono bambini e 69 adulti, tra i quali 9 donne. I feriti sono almeno 900, dei quali 115 in condizioni critiche.
08:13 Gaza, colpita l'università islamica
I jet israeliani hanno colpito nelle ultime ore l'università islamica di gaza. Bersagliato anche un edificio governativo, centri chiave del potere di Hamas nella Striscia.
08:12 Gaza, rimasto ferito nei raid anche il caporale Gilad Shalit
Il caporale Gilad Shalit, ostaggio dei Miliziani palestinesi della striscia di gaza dal giugno 2006, sarebbe rimasto ferito durante uno dei raid dell'aviazione israeliana su Gaza. Lo ha riferito oggi la radio militare israeliana, citando una fonte di Hamas, secondo quanto riporta il sito web del quotidiano Hàaretz. La fonte ha detto anche che Hamas intende comunque proteggere il caporale israeliano.
08:10 Gaza, decine di raid aerei nella notte
L'aviazione israeliana ha lanciato decine di raid aerei sulla Striscia di Gaza durante la notte, uccidendo sette palestinesi, tra i quali sei bambini. Lo affermano fonti ospedaliere. Tra le vittime quattro bimbe di età comprese tra 1 e 12 anni che facevano parte di una stessa famiglia e abitavano presso la moschea della città di Jabaliya, obiettivo di uno dei raid.

lunedì 27 ottobre 2008

Congo reviolé

Il mondo si è fermato in Congo. Un Paese dove è nata una nuova parola: reviolé, ri-stuprata.Il più grande stupro di massa della Storia è in atto in Africa tra una notizia da Wall Street e un ribasso del Nikkei da Tokio. La signora Muhindo del "Centro di assistenza Olame" in Congo ha detto: "E' una vergogna non solo per il Congo, ma per tutta l'umanità".In Congo lo stupro è un'arma di guerra dal 1996, quando morirono cinque milioni di persone. Da allora è endemico. Usato da tutte le parti in conflitto.L'Occidente, come le stelle, resta a guardare. Una delle più importanti basi ONU si trova in Congo. Ha 17.000 soldati. Il loro mandato ufficiale è l'utilizzo di ogni mezzo per proteggere i civili. Ma non muovono un dito.Il governo centrale e i numerosi gruppi armati dell'est del Paese sono in conflitto permanente e decine di migliaia di donne, di qualunque età, sono sia le prede che le armi con cui si combatte.Molte di loro, sopravvissute ai conflitti precedenti, sono riviolentate, reviolè.La legge in Congo non prevede il reato di stupro. Essere stuprate con un fucile o sparate nella vagina non è contemplato dal codice penale. Vénantie Bisimua, fondatrice del "Network of Women for the Defence of Rights and Peace" in Congo spiega che il governo ha altre priorità. Le stesse degli Stati stranieri che attingono a piene mani dalle risorse minerarie del Congo e che non fanno nulla.Si combatte in Afghanistan e in Iraq per il petrolio. Si assiste ai massacri del Congo per non disturbare le multinazionali delle materie prime.Chi volesse aiutare le donne congolesi può mettersi in contatto con il "Social Aid For the Elimination of Rape (SAFER)" dell'Università di Toronto.
http://www.beppegrillo.it/2008/10/congo_reviole.html

venerdì 24 ottobre 2008

Aspettando il boia


Amnesty International presenta un nuovo rapporto sulla pena di morte in Nigeria
CS135: 21/10/2008
Nigeria, 2003: donne detenute nella prigione di Katsina © Amnesty International
In una conferenza stampa ad Abuja, Amnesty International ha presentato un nuovo rapporto sulla pena di morte in Nigeria, intitolato "Aspettando il boia", in cui sollecita il governo ad adottare un'immediata moratoria sulle esecuzioni. Nel rapporto si legge che centinaia di persone in attesa dell'esecuzione non hanno ricevuto un processo equo e potrebbero dunque essere innocenti. L'organizzazione per i diritti umani ha esposto un "campionario di fallimenti" del sistema giudiziario nigeriano, "dominato da corruzione, negligenza e una quasi criminale mancanza di risorse". Il rapporto è stato redatto in collaborazione con Legal defence and assistance project (Ledap), un'organizzazione legale nigeriana che promuove pratiche di buon governo e il primato della legge nel paese. "È davvero orribile immaginare quante persone innocenti siano già state e potrebbero ancora essere messe a morte. Il sistema giudiziario è pieno di lacune che possono avere effetti devastanti e, nel caso dei reati capitali, conseguenze mortali e irreversibili" - ha dichiarato Aster van Kregten, ricercatrice di Amnesty International sulla Nigeria. Di seguito alcune delle conclusioni più preoccupanti del rapporto di Amnesty International e Ledap:
confessioni: la maggior parte delle condanne a morte si basa unicamente su confessioni e queste sono spesso estorte con la tortura;
tortura: sebbene proibita, la polizia la pratica quotidianamente; quasi l'80 per cento della popolazione carceraria ha denunciato di essere stato picchiato, minacciato con le armi o torturato dalla polizia;
ritardi: i processi capitali posso durare oltre 10 anni, alcuni appelli sono in corso da 14, 17 o addirittura 24 anni;
negligenza: molti condannati a morte non possono presentare appello perché i loro fascicoli processuali sono andati persi;
condizioni: la vita nei bracci della morte è estremamente dura; i prigionieri che hanno esaurito gli appelli vengono posti in celle dalle quali assistono alle esecuzioni e, dopo un'impiccagione, vengono obbligati a pulire il cappio;
minorenni: nonostante il diritto internazionale vieti l'uso della pena di morte nei confronti di criminali minorenni, almeno 40 prigionieri in attesa dell'esecuzione avevano tra 13 e 17 anni al momento del presunto reato.
"La polizia lavora sotto pressione e con poche risorse e ciò la spinge a puntare quasi tutto sulle confessioni per 'risolvere' i casi, piuttosto che su indagini dispendiose" - ha commentato van Kregten. "La legge nigeriana prevede che una confessione estorta sotto pressione, minacce o tortura non possa essere usata come prova in tribunale. I giudici sanno che c'è un vasto ricorso alla tortura da parte della polizia, eppure continuano a infliggere condanne basate sulle confessioni, mandando incontro alla morte molti possibili innocenti" - ha aggiunto Chino Obiagwu, coordinatore nazionale di Ledap. A causa dell'elevata criminalità, la polizia è messa sotto pressione per fare arresti veloci. Talvolta, se non riesce ad arrestare un sospettato, prende la moglie o il fratello se non addirittura un testimone.
Il rapporto di Amnesty International racconta il caso di Jafar, 57 anni, in carcere dal 1984. Ha presentato appello contro la condanna a morte 24 anni fa ma, poiché il suo fascicolo è stato smarrito, è ancora in attesa che sia esaminato. "Non sono un rapinatore, ma un calzolaio. Ho acquistato un motorino da un tizio che l'aveva rubato. La polizia mi ha chiesto di testimoniare. Hanno preso l'uomo che me l'aveva venduto e gli hanno sparato. Da quel momento, io sono diventato il sospettato" - ha raccontato ad Amnesty International.
"Le centinaia di persone già messe a morte o in attesa di esecuzione hanno qualcosa in comune: sono poveri" - ha sottolineato Obiagwu. "Quando parliamo con i prigionieri nel braccio della morte, emerge chiaramente che la questione dell'innocenza o della colpevolezza è irrilevante per il sistema penale nigeriano. Dipende solo se sei in grado di pagare per tenerti alla larga da quel sistema: pagare la polizia perché indaghi adeguatamente sul tuo caso, pagare un avvocato che ti difenda, pagare qualcuno perché aggiunga il tuo nome all'elenco delle persone che possono ricevere la grazia. Chi ha minori risorse corre i rischi maggiori".
Molti prigionieri in attesa di processo o nel braccio della morte hanno riferito ad Amnesty International e a Ledap che la polizia al momento dell'arresto ha chiesto soldi per lasciarli andare; chi non era in grado di pagare è stato incriminato per rapina a mano armata. Altri prigionieri nel braccio della morte hanno detto di essere stati arrestati quando si erano recati a una stazione di polizia per denunciare un crimine cui avevano assistito. La polizia ha chiesto soldi per rilasciarli. In altri casi, la polizia chiede denaro per la benzina, senza la quale non può andare a trovare testimoni o esaminare alibi.
Ulteriori informazioni Alla fine di febbraio, nei bracci della morte della Nigeria si trovavano 736 persone (725 uomini e 11 donne), di cui almeno 40 minorenni all'epoca del presunto reato. Il 55 per cento delle condanne a morte si riferisce a omicidio, il 38 per cento a rapina a mano armata, l'8 per cento a furto. Un prigioniero si trova nel braccio della morte da 24 anni, sette da oltre 20 anni e 28 da oltre 15 anni. Il 47 per cento dei prigionieri è in attesa dell'esito dell'appello, un altro 41 per cento non ha mai presentato un appello contro la condanna a morte. Il 6 per cento di coloro che hanno presentato appello è in attesa dell'esito da oltre 20 anni, il 25 per cento da oltre 5 anni. Le esecuzioni in Nigeria sono avvolte dal segreto. Il governo non segnala ufficialmente esecuzioni dal 2002 sebbene sia emerso che almeno 7 prigionieri (tra cui 6 che non avevano mai presentato appello) siano stati messi a morte nel 2006.
Il rapporto in inglese "Aspettando il boia" è disponibile on line e presso l'Ufficio stampa di Amnesty International Italia.
Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste: Amnesty International Italia - Ufficio stampa Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1413

martedì 30 settembre 2008

Mi hanno pestato

Immigrati
Parma,ghanese accusa Municipale: Mi hanno pestato -punto
Tornato a casa con un occhio nero. Sul verbale la scritta "negro"
Roma, 30 set. (Apcom) - L'hanno fermato all'uscita da scuola e l'hanno pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche all'interno della macchina di servizio. E' questa la denuncia di Bonsu Emmanuel Foster, un ragazzo ghanese di 22 anni, che accusa sette agenti della polizia municipale di Parma di averlo aggredito e insultato con ingiurie di carattere razzista. Ad avvalorare la sua testimonianza c'è la busta del Comune con i verbali del fermo consegnata alla famiglia, con sopra scritto "Emmanuel negro". Lo riporta il sito Repubblica.it, aggiungendo che l'aggressione sarebbe avvenuta ieri intorno alle 18 e trenta al parco cittadino ex Eridania e che il giovane riporta un occhio nero, una gamba malmessa e diverse lesioni.

L'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Una) del ministero delle Pari opportunità ha aperto un'inchiesta per far luce sull'episodio. Poi, nel primo pomeriggio, l'annuncio di un'inchiesta interna del Comune e un incontro tra l'assessore Monteverdi e i dirigenti della polizia municipale.

Sulla vicenda è immediatamente scoppiato il caso e l'opposizione ha accusato il Governo di esserne responsabile per aver creato un clima razzista. Per Loredana De Petris, esponente del Coordinamento nazionale dei Verdi, "il razzismo e l'odio per il diverso che si respira in Italia porta a situazioni come questa". Per Paolo Ferrero, del Prc, "il clima di intolleranza, di odio e di vera e propria istigazione al razzismo e alla xenofobia che questo governo ha messo in atto è la perfetta cornice per il ripetersi di episodi di razzismo". E se per Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori, "troppe volte si è giocato con il fuoco, utilizzando toni incendiari che hanno fomentato la xenofobia", Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd, chiede che il ministro dell'Interno Roberto Maroni "chiarisca immediatamente l'accaduto".

Intanto il vicepresidente della commissione Libertà pubbliche dell'Europarlamento Giusto Catania (Prc) ha rivolto un'interrogazione alla Commissione Ue nella quale denuncia il caso sottolineando che é "il frutto del clima di intolleranza ormai diffuso nel Paese".

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